domenica 10 gennaio 2010

Vittoria di testa



Dopo la scoppola di Milano, il Genoa reagisce battendo il Catania per 2-0. Ma il risultato non tragga in inganno: fino al 28', minuto dell'espulsione di Bellusci, i siciliani hanno coperto bene il campo, mettendo spesso in difficoltà la non imperforabile retroguardia genoana. In superiorità numerica il Genoa ha saputo imporre il proprio gioco, trovando per due volte la via del goal e creando diverse occasioni per incrementare il vantaggio. E ora via di pagelle, sperando che la sessione invernale di calcio-mercato porti in dono un buon centrocampista e un valido centrale difensivo...

Amelia: sv. E' inoperoso per gran parte della partita, fa però piacere ritrovarlo in mezzo ai pali dopo il giallo di fine 2009. Con i piedi è la solita garanzia...

Papastathopoulos: 7,5. Dalle sue parti non si passa: è più solido delle mura di Bisanzio! E non c'è Attila che gli faccia paura! Cavaliere dalla scintillante armatura rossoblù fa anche tremare le linee di difesa avversarie. Indomito.

Biava: 6.5. Contro il Milan era stato l'uomo in più per i rossoneri, questa volta invece è più ordinato. Nel primo tempo va fuori giri tentando di giocare in anticipo su Martinez, quando capisce che può far valere la sua stazza le cose migliorano.

Bocchetti: 6.5. Buona partita. Assieme a Biava erige una discreta linea difensiva. Da promuovere.

Mesto: 6. Il voto è la media tra i disastri che compie sulla linea difensiva e i numeri che, invece, dimostra di avere sul fronte offensivo. Sblocca il risultato e mette sulla testa di Sculli la palla del raddoppio. Umorale. Dal 33' s.t. Crespo: sv.

Milanetto: 7. E' il suo miglior campionato in rossoblù. Continua a dare costanza alle sue prestazioni, prende per mano la squadra e sfiora la rete per un niente. Supremo.

Juric: 5. Il croato sta attraversando un periodo di appannamento. Sbaglia una marea di appoggi, spesso fa ripartire la manovra catanese e l'intensità del suo pressing non è quella dei giorni migliori. Dalla sua ha l'usuale grinta. Forza pirata!

Criscito: 7. Altra prova di maturità. Dai suoi piedi parte il cross per il vantaggio di Mesto, ma è sulle barricate per tutta la partita. Torna in difesa per aiutare i compagni e si propone con costanza anche in attacco. Epico un suo coast ti coast nel secondo tempo. Nazionale.

Palacio: 5,5. Si fa male ad inizio partita. Stringe i denti fino al 42', ma la sua prova è fortemente condizionate dall'infortunio. Dal 42' s.t. Zapater 6,5. Ecco il giocatore che avevamo ammirato ad inizio stagione: grintoso, presente e intuitivo. Recupera tanti palloni e li distribuisce anche bene. Recuperato.

Suazo: 6. L'honduregno è sicuramente un grande acquisto, ma deve ancora inserirsi nel gioco di Gasperini. Da un suo guizzo nasce l'espulsione che cambia la partita, ma è troppo statico sulla linea della difesa avversaria. Talvolta sfiora l'indolenza per l'indifferenza con cui assiste alla manovra dei compagni. Patetica la simulazione. Dal 38' s.t Tomovic: sv.

Sculli: 6,5. Parte male, sbagliando diversi cross. Cresce alla distanza e corona la sua prestazione con un goal da centravanti puro. Grandiosa la sua esultanza: in piedi per quasi un minuto sui cartelloni pubblicitari ad ascoltare l'urlo della gradinata.

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domenica 13 dicembre 2009

Beneficenza Genoa...



Dopo Chievo, Cagliari e Livorno, l'esercito delle salvezza rossoblù rilancia anche la Lazio. Prosegue la beneficenza del Genoa che, contro squadre in piena crisi, sfodera spesso prestazioni sottotono, concedendo così ossigeno agli agonizzanti attacchi avversari. Se a questo si aggiungono alcuni azzardi nella formazione iniziale, errori arbitrali e anche un pizzico di sfortuna, la formula della sconfitta è presto svelata. Ma bando alle recriminazioni, la Lazio ha meritato. E anche il giudizio sul Genoa non può essere severo oltremodo: l'andamento altalenante è frutto di una chiara carenza di organico a centrocampo e in difesa. Il Grifo è in grado di alternare prestazioni bellissime a partire inguardabili nell'arco di soli 7 giorni. Una sorta di Giano bifronte che fa comunque sperare in previsione della decisiva sfida in Europa League contro il Valencia.

Scarpi: 6. Promosso ormai titolare al posto di Amelia, in occasione del goal di Kolarov si adagia sul manto erboso dell'Olimpico come nelle tradizionali uscite a Pasquetta! Le sue responsabilità sono comunque limitate.

Biava: 5. Picchia come un mastro ferraio. Si becca un'ammonizione ingiusta, ma spesso è fuori tempo sulle palle profonde. A Genova lo definirebbero così: sgaibou!

Moretti: 4. Di-sa-stro-so. In anticipo su Kolarov, decide inspiegabilmente di disinteressarsi del pallone per ingaggiare un duello fisico con il serbo. Lo perde puntualmente e il giocatore laziale punisce Scarpi con un preciso diagonale. L'attenuante di giocare fuori ruolo da inizio stagione, in questo frangente, non regge.

Bocchetti: 4.5. Prosegue nel suo processo involutivo. Quale sarà il prossimo stato di Sasà? Quello visto a Roma, lo inchioda alle sue responsabilità. Entrate fuori tempo, palle perse, imprecisione nei rilanci...etc, etc. In occasione dell'espulsione si fa tagliare fuori da Rocchi, lo affossa lucidando la capa pelata del trentaduenne attacante laziale e lascia il Genoa in 10. No comment.

Rossi: 5.5. Anche il capitano incappa in una giornata poco positiva. Sbaglia diversi appoggi e non è incisivo come al solito. Confusionario.

Milanetto: 6. Finchè rimane in campo, come al solito, è il fosforo della manovra genoana. Il tempo di prendersi un ammonizione, un bel lancio per Rossi e tanto, anzi tantissimo, ordine. Indispensabile. Zapater: 5. Gioca una partita totalmente anonima, non si nota né in bene né in male. Forse è a Genova per seguire il progetto Erasmus! Ectoplasma.

Juric: 5. A centrocampo fa un casino incredibile. Rallenta la manovra, non ne recupera mezza e da un suo calcio d'angolo mal battuto parte l'azione che porterà al vantaggio biancoceleste. Prende un palo.

Criscito: 6. E' tra i pochi che si salva. Per aiutare la difesa limita le sue sfuriate offensive. Ogni tanto fa qualche sbavatura, ma è il più ordinato tra i suoi.

Mesto: 4. La specialità di giornata è lo stop ad inseguire: gli avversari prendono la palla in anticipo e lui rimane con un pugno di mosche! Quando ha campo libero va a cercare gli avversari, quando dovrebbe andare sul fondo non lo fa. Lo sa che gioca nel Genoa? L'unica cosa giusta la fa a metà primo tempo: la palla gli sbatte addosso. 1' s.t. Palacio: 6. Entra nella ripresa e non fa rimpiangere Mesto. Ma ci voleva davvero poco. Prova a tenere in allerta la difesa laziale, ma prende un sacco di calci.

Sculli: 5. Gasperini continua a proporlo come punta centrale, ma non sempre è derby! Il sultano corre e si impegna, ma forse, in certe partite, ci vorrebbe più peso là davanti.

Palladino: 5. Era in campo? Boh...dal 23' s.t. Sokratis: 6. Con il Genoa in 10, copre bene e si propone in avanti. Teniamocelo stretto.

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domenica 6 dicembre 2009

Il Genoa spreca, il Parma no




Dopo la sbornia del derby, il Genoa pareggia contro il Parma. Ma è giusto sottolineare che quello contro i ducali è un buon punto: dopo essere passato in vantaggio e aver sfiorato più volte il colpo del ko, il Genoa si è fatto raggiungere e sorpassare dai guizzi di Biabiany. Il goal di Palladino, infine, ha ristabilito la parità iniziale. Nonostante i troppi errori sotto porta, la squadra di Gasperini ha disputato una buona partita, pagando forse a caro prezzo alcune delle distrazioni che spesso si concede. Tante emozioni e tanti goal: lo spettacolo è sempre di casa al Ferraris. Forse troppo!

Scarpi: 6. Gasperini lo premia per la sua professionalità e lo promuove titolare. Ogni volta che viene chiamato in causa, il buon Alessio risponde presente. E pazienza se sul pareggio di Biabiany la palla gli passa sotto le gambe. Intramontabile.

Rossi: 7. Altra prova maiuscola. Senza Biava e Sokratis è costretto a giocare più arretrato. Dopo lo svantaggio è lui a tenere su la baracca là dietro. Non solo, ha addirittura la forza di proporsi in avanti. Continuo.

Moretti: 5,5. In occasione del pareggio parmense si addormenta assieme a Bocchetti: a Biabiany non pare vero e si invola solitario verso Scarpi. Anche se il centrale non è il suo ruolo, certi errori vanno evitati. Meno preciso che nelle precedenti partite è sembrato svagato e distratto. Che sia già in clima Valencia?

Bocchetti: 5. Se le partite di campionato fossero tutte dei derby, Sasà sarebbe il miglior terzino d'Europa. Purtroppo la stracittadina ricorre solo 2 volte a torneo e, dopo la bella prestazione di una settimana fa, contro il Parma fa qualche passo indietro. In occasione del pareggio sbaglia ad accorciare e rimane tagliato fuori. Spesso si incarta sul pallone, rallenta la manovra difensiva e lancia a sproposito palloni verso l'attacco. Legoland.

Criscito: 6. Il goal del vantaggio parmense è, in parte, sua responsabilità: sul cucchiaio di Galloppa si fa trovare totalmente sorpreso. Lanzafame ha la possibilità di stoppare indisturbato e di servire Biabiany in mezzo all'area. Per il resto, normale amministrazione.

Mesto: 5. Si fa notare solo quando perde palla. Per il resto è come se in campo non ci fosse. Ogni altro commento è superfluo. Dal 34 s.t Tomovic: sv. Anche se gioca 10 minuti, si fa apprezzare per alcune buone discese sulla fascia destra. In una di queste Lucarelli tocca di mano in area, ma Brighi sorvola non fischiando il penalty.

Milanetto: 7. Ripete la bella prestazione del derby: tanto gioco e altrettanta precisione. Come sette giorni fa sarebbe anche autore di un goal, ma la terna arbitrale annulla per fuorigioco inesistente. Gigante.

Juric: 5.5. Di fronte a giovani come Dzemaili e Galloppa si trova in difficoltà. Spesso corre a vuoto e in fase di possesso è poco lucido. Troppo falloso in situazioni che non lo richiederebbero. Ammonito.

Palacio: 7. Gioca solo un tempo, ma che gioia vedere la Joya! Il suo primo goal in serie A è un capolavoro di corsa, tempismo e tecnica. Al povero Lucarelli non resta che lasciarlo andare verso Mirante e gonfiare la rete. Purtroppo non ha nelle gambe i 90' minuti e senza di lui il Grifone è troppo prevedibile. Talento sopraffino. Dal 1 s.t Floccari: 6. Si impegna su ogni pallone e sportella con Panucci e Paci. Si sacrifica tantissimo e non è determinante solo perchè non gli arriva un solo pallone giocabile. Merita fiducia.

Sculli: 6. Gasperini lo ripropone come punta centrale, ma i risultati sono meno soddisfacenti rispetto al derby. Come al solito non si risparmia e corre come un forsennato su ogni rimbalzo. Nel secondo tempo passa sulla fascia e si divora il goal del possibile vantaggio. Duracell. Dal 40' st Crespo: sv.

Palladino: 7. Nonostante si divori due palle goal clamorose e, nonostante abbia peccato di egoismo in almeno una di queste circostanze, Palla è il giocatore che nel momento più difficile della partita si è caricato sulle spalle il peso dell'attacco. Il goal del pareggio è un colpo di biliardo, potente e preciso, che non lascia scampo a Mirante. Imprevedibile.

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domenica 29 novembre 2009

E son di nuovo 3...



Va al Genoa il 101esimo derby della Lanterna. E con pieno merito. 3 reti a zero, 2 pali e una mezza dozzina di azioni da goal sono il tabellino di una partita che, in campo, non ha avuto davvero storia. Troppa la fame del Grifone, troppo poca la resistenza opposta dalla Samp. La mossa a sorpresa di Gasperini è stata quella di non presentare alcun centravanti di ruolo nel tridente di attacco, un azzardo che ha fatto saltare i meccanismi della difesa blucerchiata, sempre in affanno su Sculli, Palacio e Palladino. Dall'altra parte, invece, solo Cassano ha tentato di illuminare il buio siderale della squadra di Del Neri, ma il barese ha alzato bandiera bianca già alla fine del primo tempo. A conti fatti, anche senza i fuoriclasse che hanno caratterizzato le due precedenti edizioni del derby, il Genoa ha dimostrato di essere una squadra più compatta della Samp, ma, soprattutto, di poter contare su un miglior gioco di squadra, scevro dalla buona verve dei singoli.
E via con il pagellone...

Amelia: s.v. Mai chiamato veramente in causa, vive praticamente da spettatore il suo primo derby della Lanterna. Inoperoso.

Biava: 5. E' autore di un primo tempo preciso e senza sbavature, marca Cassano a uomo e spesso lo ferma anche con le cattive. Non si riesce a capire cosa gli sia frullato in testa in occasione della seconda ammonizione: un fallo di mano assurdo e inutile che avrebbe potuto compromettere la partita. Ingenuo.

Moretti: 6,5. Questa volta dirige la difesa davvero bene, detta i tempi al reparto e giganteggia sulle palle alte, senza mai fare entrate brusche. Esperienza.

Bocchetti: 7. Finalmente ritorna il giocatore dello scorso anno. Gioca sull'anticipo e quasi sempre ferma Pazzini, davvero mai pericoloso dalle parti di Amelia. Ogni tanto sbaglia ancora qualche appoggio ma, nel complesso, offre davvero una prova convincente. Il ritorno di Sasà!

Rossi: 7. L'unico e inimitabile! Cuore, corsa, assist e goal: il raddoppio è il giusto premio per il capitano. Determinante.

Milanetto: 7,5. Vogliamo un parlare di Omar. Bene, facciamolo. E' semplicemente il demiurgo del gioco rossoblu: segna il goal del vantaggio, imbecca Rossi in occasione del raddoppio e per un soffio sfiora la doppietta con un colpo liftato. Copre, pressa e vince il duello a distanza con Palombo. E' sicuramente l'uomo derby, sempre in polemica con gli avversari e spesso anche con l'arbitro. Factotum.

Juric: 7. Il ritorno del croato rende più tangibile quanto fosse pesante la sua assenza. A centrocampo morde come un pittbull e recupera un sacco di palloni che cede diligentemente a Milanetto. Il suo è un lavoro sorco, ma lui è un vecchio bucaniere. Guerriero.

Criscito: 6,5. Ultimamente, per puntellare il reparto arretrato, Gasperini lo fa giocare maggiormente in copertura. Il buon Mimmo, infatti, limita le sortite offensive giocando da quarto di difesa. Ma quando si affaccia nella metà campo blucerchiata sono dolori. Anche lui prende amorevolmente in custodia Cassano. Diligente.

Palacio: 7. La trenza è nettamente in crescita. In soli 45' mette in mostra tutto il suo repertorio: corsa, dribbling, stop e assist. Peccato per l'espulsione di Biava che costringe Gasperini a richiamarlo in panchina. Letale. 46' p.t Sokratis: 6.5. Entra in un momento delicato. In alcune situazioni è un po' approssimativo su Cassano, ma sa proporsi anche in avanti. E con effetti atomici sulla difesa doriana: un goal sfiorato e un rigore procurato. Assieme a Palacio, popola gli incubi del povero Reto Ziegler.

Sculli: 6.5. Mezzo voto in meno per l'egoismo dimostrato nel primo tempo. Solo davanti a Castellazzi, preferisce tirare invece che servire Palladino. Poi mente spudoratamente rivelando di non averlo visto. Conoscendo Beppe, non ci crede nessuno. In lite con Cassano, cercava il goal personale: ma se fosse stato più lucido la partita si sarebbe potuta chiudere già metà del primo tempo. Per il resto, baciamo le mani al sultano della Locride. Inesauribile. Dal 26' s.t Floccari: sv.

Palladino: 7. Ennesima grande prestazione, sembra un giocatore d'altri tempi. Cerca la giocata anche quando non è necessaria e solo per lo spettacolo. Nel primo tempo gioca sulla fascia e fa ammattire Cacciatore, nel secondo, invece, si carica sulle spalle il peso dell'attacco. Chiude la partita con un rigore preciso a fil di palo. La sua esultanza? Una goduria per i genoani, una giusta incazzatura, invece, per i doriani. Anarchico. Dal 35 st Crespo: sv.

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domenica 22 novembre 2009

Ancora 2 pere...

Il Genoa cade a Livorno e paga gli errori di una programmazione estiva quanto meno discutibile. La partita del Picchi ha messo in luce tutti i limiti di una squadra che, almeno fino a gennaio, vivrà di continui alti e bassi. La difesa, oltre a viaggiare al ritmo di 2 goal subiti a partita, non è propositiva come nel gioco spettacolare della scorsa stagione, il centrocampo è totalmente passivo, mentre l'attacco è troppo statico. Nelle domeniche di grazia questi difetti si attenuano, ma, non appena manca qualche pseudo-titolare come Milanetto, le lacune diventano voragini incolmabili. E' con questo spirito che ci si avvicina al derby, con la consapevolezza che tutto può succedere...

Amelia: 6. Incolpevole sul goal di Lucarelli, sembra però raccogliere fragoline di bosco in occasione del raddoppio di Pulzetti. E' decisivo ad inizio ripresa sul tapin ravvicinato di Diniz.

Biava: 5. Troppo falloso. Assieme a Moretti fa una coppia da brivido! E di fronte c'era il peggior attacco di serie A. Siamo tranquilli...

Moretti: 5. Nel commentare le sue gare non riesco ad essere severo più di tanto: gioca fuori ruolo da inizio stagione!! E in occasione del goal di Lucarelli si vede! La domanda è invece un'altra: chi ha pensato che il povero Emiliano potesse sostituire Ferrari? Bah...

Bocchetti: 4. Disastroso. In occasione del primo vantaggio livornese azzarda un anticipo che paga a caro prezzo: Candreva lo salta come un birillo e serve l'assist dell'1 a 0. Da quando è stato convocato da Lippi è involuto tantissimo, rallenta la manovra e rischia pure di provocare un rigore su Lucarelli. Dov'è finito il giocatore dell'anno scorso!?

Modesto: sv. Gioca solo 26' del primo tempo e poi viene sostituito: anche il Gasp, in questa occasione, dimostra di essere fallibile. Dal 26' p.t Sculli: 5.5. Il buon Beppe è in un momento di calo. Si fa notare per i duelli con Filippini e per un'apertura al bacio che Palacio spreca malamente. Speriamo si tenga per il derby!

Rossi: 5,5. La sua partita sarebbe da sufficienza, ma il goal di Pulzetti è colpa sua: sul cross di Moro chiude verso il centro, lasciando il fianco scoperto. Per il resto che cosa dovrei dire? Gioca con il cuore in mano...

Zapater: 6. Non è ancora il giocatore ammirato ad inizio stagione, ma è in crescita. Sbaglia ancora un sacco di appoggi ma, ogni tanto, ha qualche illuminazione che innesca possibili azioni pericolose. In ripresa.

Criscito: 6. Si impegna, ma nel solito naufragio difensivo domenicale, anche lui ha la sua parte di responsabilità. Meglio in fase di attacco, che di difesa. Goaledor...ed è tutto detto!

Mesto: 4,5. Non ne azzecca una. Anzi, simula pure in aria di rigore e si prende un ammonizione che gli farà saltare il derby. Sbaglia in difesa e perde palloni in attacco. Irriconoscibile.

Crespo: 5. I palloni giocabili, dalle sua parti, sono davvero pochi. E' costretto ad indietreggiare, ma spesso difende male il possesso palla. Dal 23' s.t Floccari: 6. Il buon Sergio gioca uno scampolo di partita ma sembra essere sulla via del recupero. Speriamo...

Palacio: 4. Spiace dargli un'insufficenza piena, ma spreca 2 nitide palle goal. Litiga con Gasperini che gli cambia continuamente posizione: una parziale attenuante. Dal 6' s.t. Palladino: 6,5. Il suo ingresso rianima il gioco comatoso del Grifo, vivacizza l'azione e dai sui piedi parte l'azione del pareggio. Prova a far vincere la partita, ma la retroguarda genoana decide che non è il caso: donchisciottesco!

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domenica 8 novembre 2009

Questione di mentalità



Cosa sia la mentalità resta un'arcano insondabile. Ma dovendone descrivere il significato in poche parole, la si potrebbe definire un misto di imprevedibilità, pazzia, coraggio, determinazione e paura. E' quindi sicuro che il Genoa, in questo momento, la possegga. Contro il Siena, infatti, prima seppelisce i toscani con tre reti, poi, in 5 minuti, riapre i giochi incassandone due. E a questo punto esce il quid, o se volete la follia della squadra: messa alla corde dall'ultima della classe, riesce infatti a trovare il goal del definitivo 4-2 e ad evitare pericolosi paradossi. Insomma, nel bene o nel male, con il Genoa non ci annoia mai. Questione di mentalità.
E via di pagelle...

Scarpi: 4. Già contro il Lille non si era coperto di gloria, ma contro il Siena ha dimostrato il motivo per cui Amelia sia titolare. In due occasioni decide di far morire qualche anziano tifoso rossoblù e nella ripresa completa il suo disegno beffardo incassando un goal da Prima Categoria. Spesso è fuori tempo nelle uscite e mette in ansia anche i compagni. Buona riserva.

Rossi: 6.5. Questo ragazzo o è un maratoneta, o possiede il dono dell'ubiquità. La prossima scommessa di Gasperini sarà di provarlo come portiere! Mezzo punto in meno rispetto al voto che si meriterebbe perchè, assieme a Papastathoupos, confeziona il goal che accende la speranza del Siena.

Esposito: 6. Come centrale non demerita. Ogni tanto ha ancora qualche amnesia, ma nel complesso offre una prestazione sufficente. Resta da capire se sia lui ad essere in crescita o se sia la qualità degli attaccanti avversari ad esaltare la sua prestazione. Enigma.

Moretti: 6. Gioca una partita senza infamia e senza lode. Copre bene su Big Mac e Ghezzal.

Criscito: 6. Il suo rientro è senz'altro positivo. Gioca un pò più arretrato rispetto al solito e dimostra di avere buona gamba nonostante lo stop. Ogni tanto si sovrappone in attacco, ma è soprattutto dietro che si sente il suo rientro. Diligente.

Mesto: 6.5. E' uno stato di forma incredibile! Tanta corsa e grinta, ma talvolta ha i piedi un pò ruvidi. Ma non gli si può rimproverare più di tanto: copre e attacca. Two face.

Milanetto: 8. Mastodonte. E' il principe illuminato del centrocampo, giganteggia in tutto il reparto. Crea, corre e recupera. Abbina il genio di Savicevic, alla corsa di Gattuso. In 2 parole? Arma Letale.

Modesto: 6,5. E bravo Ciccio. Dopo un lungo periodo negativo, iniziato col brutto infortunio dello scorso anno, sta ritrovando continuità. Anche per lui tanta corsa e grinta. Recuperato.

Palacio: 7. Mette lo zampino in quasi tutti i goal del Grifone. Abbina l'eleganza del cigno, alla velocità dell'antilope. Si guadagna anche un rigore, ma l'arbitro è troppo ammaliato dai suoi movimenti per fischiarlo. E' letteralmente indemoniato, ma la sua nobiltà ha tratti angelici. Di un altro pianeta. Dal 35' s.t. Floccari: 6.5. Gioca 10 minuti ma è determinante. Segna il goal del 4-2 e preserva le coronarie di molti supporters.

Crespo: 7. Buon sangue non mente. Valdanito timbra la prima doppietta in maglia genoana, dimostrando di essere ancora rapace in area di rigore: come solo i veri attaccanti sanno fare, si avventa come un falco su due palloni vaganti e la mette alle spalle di Curci. Bomber di razza. Dal 18' s.t. Sculli: 6. Per lui una giornata di ordinaria amministrazione, si esalta solo quando le partite sono davvero a rischio.

Palladino: 6,5. E' l'uomo che fa la differenza. Le sue prove eccellenti non passano in osservato: Lippi infatti, quasi per far dispetto a Cassano, lo chiama al suo posto in nazionale. Segna e suggerisce. Determinate. Dal 5' s.t. Papastathoupoulos: 4. Il suo impatto sulla gara è devastante. E' l'uomo in più, ma per il Siena. Pare spaesato e sempre in ritardo. Si fa saltare come un birillo da Paolucci e ammonire in maniera ingenua. La sua peggior prestazione stagionale.

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sabato 7 novembre 2009

Genoa - Losc: Beppe Sculli Re!

Il Vangelo secondo Roby

Miei cari Grifoni,
mamma mia che emozioni! Ho perso letteralmente la voce davanti alla tv! Dobbiamo veramente ringraziare il cuore, la tecnica e la freddezza di Beppe Sculli, che, come giustamente cantava Francesco è BEPPE SCULLI RE/BEPPE SCULLI RE!!

Sulla partita poco da dire: a parte un inizio difficile, poi abbiamo preso campo e giocato con qualità ed efficacia difensiva, concedendo praticamente nulla per 75' (un colpo di testa di Touré nella ripresa e basta: peraltro Tourè andava espulso per un intervento assassino su Moretti). Certo poi il black-out di dieci minuti è stato veramente duro e ha rischiato di compromettere una partita che fino a quel momento sembrava in ghiaccio. Ma vincere in questo mondo è stato veramente emozionantissimo.
Giudizi rapidi: benissimo Palladino; bene Palacio, Zapater, Biava, Modesto. Crespo non saprei raga...Si è mangiato due gol incredibili...
Ma tutti stanno dando veramente il cuore e l'anima per questa maglia e ci stiamo tirando su con organizzazione di gioco e qualità. Stiamo crescendo, stiamo crescendo...
Ora con 1+3 punti si passa matematicamente; mentre con 3+1 si rischia, paradossalmente, di rimanere fuori. Vedremo, comunque siamo sul pezzo e venderemo cara la pelle (occhio però allo Slavia, capace dallo 0-2 di fare 2-2 col Valencia giocando in 10 uomini).
Ora sotto col Siena, una partita fondamentale prima della sosta, decisiva anche per valorizzare la classifica e il punto preso a Palermo.

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