domenica 7 febbraio 2010

Capitano, oh mio capitano...



Che quella contro il Chievo Verona fosse una partita difficile lo si sapeva fin dalla vigilia. Ben disposta in campo, fisica e grintosa, la formazione clivense sarà un arduo ostacolo per ogni avversario. Vincere simili partite ha un valore che trascende la semplice posta in palio: in una giornata opaca, infatti, il Genoa non solo riesce a vincere, ma anche a recuperare punti sulle dirette avversarie. E Marco Rossi, l'eroe di giornata, è proprio il simbolo di una vittoria cercata con volontà, raggiunta con grinta e strappata con il cuore. Quel cuore a quarti rossoblù che batte nel petto del grande capitano! Un pensiero, infine, va alla scomparsa di Franco Ballerini, ct della nazionale italiana di ciclismo. Ciao Franco...

Amelia: 6,5. "Sei pronto Jack? Io sono nato pronto". Basterebbe questa semplice citazione tratta da Grosso Guaio a Chinatown per esaltare a dovere la prontezza del portierone di Frascati. Chiude la saracinesca e respinge al mittente le bordate di Luciano e Pellissier. Decisivo.

Sokratis: 7. In settimana la società ha ceduto Biava per lasciar spazio al giovane greco. L'ellenico non delude ed è autore di un'altra prova di grande spessore. Spartano.

Dainelli: 6,5. E' il Leonida della difesa rossoblù, volendo continuare la metafora classica. Conduce i suoi 300 con sapienza tattica e rigore agonistico. L'esito, fortunatamente, non è pari a quello delle Termopili. Condottiero.

Moretti: 6. Sostituisce Criscito sulla fascia sinistra e non delude. Utilizzato come esterno e più affidabile di una Volvo. Ammonito.

Mesto: 5. Fa più chilometri di Fidippide nella celebre Maratona, ma inciampa con puntalità svizzera su ogni pallone. Il buon Giando, però, tira su un casino da competizione risucendo a portare nella metà campo avversaria una giungla di palloni. Maestro di carambole.

Milanetto: 6. Dopo 50 secondi è già in aperta polemica con il direttore di gara. Il pressing del Chievo spesso gli soffoca l'ispirazione, ma appena il cappio gli lascia respiro accende la luce del gioco. Scancia un bolide da 25 metri che si stampa sulla traversa. Tetera!

Juric: 5. Oltre al voto, è preferibile non aggiungere nessun commento alla sua prestazione. La riconoscenza nei suoi confronti è tanta, ma forse adesso sarebbe il caso di farlo sedere. Zapater scalpita! Dal 15' st Fatic: sv. Per fortuna non fa danni irreversibili.

Rossi: 7. Neppure Omero troverebbe i versi giusti per celebrarne le gesta. Parte a sinistra, passa a destra dopo 25 minuti e chiude la partita come interditore di centrocampo. Il tutto senza contare il goal bellissimo che permette al Genoa di incamerare i 3 punti. Come il Dante nella Commedia non riesce a descrivere la grandezza divina, al genoano similmente mancano le parole per omaggiare il capitano. Sermo deficit.

Palacio: 6. E' guizzante come un anguilla. Nell'omonima canzone, i 99 Posse cantavano: "Sabotare, sovvertire". Ma la trenza non riesce a sbaragliare alla pari la difesa del Chievo. Suggeritore. Dal 21' st Bocchetti: sv.

Acquafresca: 6. Buona la sua prima al Ferraris. Corre, si sbatte e sfiora il goal in un paio di occasioni. Pressa da matti i difensori e non si risparmia, purtroppo paga lo sforzo sotto porta. Cavaliere Oscuro.

Sculli: 6.5. Non è al meglio, ma lui c'è. Il suo sacrificio non può che essere apprezzato dal genoano, tifoso storicamente votato al martirio. Esce stremato: mezzo voto in più per l'abnegazione. Gran Mufti della Sila, Califfo delle 2 Calabrie e Sultano della Locride. O più semplicemente: Beppe Sculli Re! Beppe Sculli Re! Dal 30' st Palladino: sv.

Read more...

domenica 31 gennaio 2010

Fuori in 90 minuti...



Dopo 2 mesi, finalmente il Genoa torna a fare punti in trasferta. Ma, particolare ancor più rilevante, non subisce goal da 180 minuti consecutivi. Non era mai accaduto in questo campionato. Segnale che in difesa i conti cominciano davvero a tornare. A Napoli la prestazione non è stata certamente delle migliori, ma non è necessario spaccare il capello: il punto guadagnato al San Paolo è preziosissimo. Gasperini ha serrato le fila, ha blindato la porta e non ha disdegnato il più tradizionale 4-4-2, ricorrendo talvolta anche alla marcatura a uomo. Nel secondo tempo la squadra è andata in apnea, la pressione azzurra avrebbe meritato probabilmente miglior sorte ma il fortino rossoblù ha retto fino e oltre il 90'.

Amelia: 7. Scende in campo nonostante l'influenza. Ma né la febbre, né i laser puntati dagli spalti sul suo volto gli impediscono di essere il migliore in campo. L'uscita kamikaze su Denis permette al Genoa di tornare a casa con un punto. Santo subito.

Biava: 6,5. Da quando la difesa ha un leader, anche lui è più ordinato. Praticamente annulla Quagliarella, ma sopratutto riesce a non farsi ammonire. Giudizioso.

Dainelli: 7. Sarà un caso, ma da quando c'è lui Amelia deve raccogliere meno palloni in fondo al sacco. Ha i tempi giusti, prestanza fisica e dirige la difesa con autorità. Un unico errore: l'auto-palo dopo 5'. Ma ha le sue attenuanti: i laser dei tifosi che gli perforano la retina! Direttore d'orchestra.

Moretti: 6,5. Il suo acquisto è stato certamente il migliore di tutta la campagna acquisti estiva. Finalmente nel suo ruolo, riesce adesso ad esprimersi a buoni livelli. Compiuto.

Papastathopoulos: 7. Si vocifera che Gasperini in settimana lo abbia fatto allenare affianco ad un effigie di Hamsik, con tanto di oscena pettinatura! La memoria a breve del greco non fa cilecca e disinnesca il pericolo slovacco per tutti i 90'. Alla fine, ancora in trance agonistica, imbocca addirittura la porta dello spogliatoio partenopeo. Segugio.

Rossi: 6. Questa volta gioca da centrale affianco di Milanetto. E gioca bene anche in mezzo al campo. A questo punto mi aspetto di vederlo anche tra i pali. Jolly.

Milanetto: 5. Una prestazione un po' opaca, ma è comprensibile. Soffre il dinamismo di Gargano ed è un po' troppo precipitoso in alcune delicate situazioni. Sopratutto nel secondo tempo, quando da lui la squadra chiedeva calma e ordine. Lezioso.

Criscito: 6. Prima vince il duello con Maggio, poi ferma anche Zuniga. Dalla sua non si passa. Peccato per l'ammonizione. Semoforo Rosso!

Mesto: 6,5. Ci mette l'anima, corre avanti e indietro per la fascia destra e talvolta diventa il quinto di difesa. E' sempre lui a proporre il gioco offensivo, anche se con poca lucidità. Generoso. Dal 29 s.t. Juric: sv.

Suazo: 4,5. Non corre, non pressa e non difende un pallone che sia uno. Cannavaro, quello buono, lo annichilisce in ogni circostanza, anche in occasione della traversa. L'attaccante centrale nel modulo di Gasperini detta i tempi del gioco offensivo, l'honduregno invece aspetta sempre di essere lanciato nello spazio. Il Genoa è una squadra, lui ancora non è entrato in questa mentalità. Moscio. Dal'11 st Sculli: 6. Incide poco, ma la grinta è la stessa di sempre. Devoto.

Palacio: 6. La sua non è una prestazione appariscente, ma bensì di sostanza. Dismette i panni del fiorettista, per indossare quelli dello sciabolatore. In attacco è meno lucido che in altre situazioni, ma c'è da sbalordirsi quando lo si vede tornare sulla linea di difesa e recuperare palloni come un terzino. Esce stremato. Dal'11 st Acquafresca: 6. Corre, a differenza di Suazo. Speranza.

Read more...

giovedì 28 gennaio 2010

Salvo Fraticelli: ritorno a Bastia


Bastia. Rue De Paoli. Agosto 2006.
Alessio sposta una sedia. Fa spazio al cammino di un uomo dall'aria bonaria. Vuole pranzare. Si siede. Ci guarda e chiede se siamo italiani. Si, lo siamo. Turisti in viaggio nella fiera terra corsa. Inizia la conversazione. Lui è Santo Fraticelli. Come i frati francescani che ripudiarono la gerarchia ecclesiastica a partire dalla bolla Sancta Romana del 30 dicembre 1317. Sorride mentre ci ricorda l'eresia del suo nome. E' nato nel 1919, a scuola fino a 13 anni e poi a già a lavorare. Prima in un frantoio con i fratelli, poi in una fabbrica di piombo. Nel 1937 si arruola e, due anni dopo, in Algeria a combattere italiani e tedeschi. Non c'è rancore per i nemici di un tempo. Sono tanti i piemontesi che si trasferivano in Corsica, arrivavano sull'isola per lavorare nelle segherie e sposavano poi donne corse. I figli sono francesi a tutti gli effetti.
In Algeria fino al '43, poi in Germania fino all'atto di resa tedesco. Ferito 3 volte. Ridendo, indica le cicatrici: “Ma non sono mai morto!”. Volontario verso il Pacifico, Santo non arriverà mai in Giappone. Hiroshima e Nagasaki. Viene dirottato in Vietnam: raccoglie riso, estrae carbone. Tanto carbone. Una terra ricca. Sfruttata, colonizzata. Il racconto della sua storia termina qui.
1937-1948: undici anni della sua vita in un bar di Bastia.

Read more...

domenica 24 gennaio 2010

Tango Argentino...



Dopo il pareggio infrasettimanale contro il Bari, il Genoa ritrova i tre punti con l'Atalanta e si attesta alle pendici delle zona Europa League. Non è però il caso di forzare le tappe e, come ha saggiamente ricordato mister Gasperini, il primo obiettivo da centrare è la permanenza nella massima serie. Ancora 9 punti, quindi, per guadagnare il primo target stagionale. Poi si vedrà. Dopo anni da basso medioevo calcistico, però, è davvero bello non soffrire. Certo, l'exploit della stagione scorsa ha ceduto il passo ad un dignitoso campionato di metà classifica, ma guardando al recente passato non si può che benedire la recente tranquillità. Sta di fatto che andare allo stadio senza l'incubo del risultato, per il genoano è una novità davvero gradita.
E che non sia proprio questa l'arma segreta del Grifone in questo girone di ritorno...

Amelia: 7. Solo chi ha giocato tra i pali, può capire il motivo di un voto cosi alto. Spesso il portiere rimane inoperoso per 90', poi nell'unica situazione che si presenta agli avversari prende goal. Il buon Marco, invece, è sempre concentrato: bellissima la parata sul fendente di Chevanton! Felino.

Biava: 6,5. L'unico neo della sua buona partita è l'ennesima ammonizione. Per il resto: ordinaria amministrazione. Gregario.

Dainelli: 7. La difesa è finalmente sua. Dopo due gare di adattamento, l'ex-viola si impone come come leader del reparto difensivo. Fornisce i tempi giusti a tutta la squadra, svetta di testa e conferisce sicurezza a tutto l'ambiente. Capo.

Moretti: 6,5. Finalmente può giocare nel suo ruolo! Che non è il centrale! E si vede...ritrovato.

Rossi: 6. Altra prova da gladiatore. Dopo l'ingresso di Valdes, ogni tanto va in apnea. Ma appena prende le misure torna insuperabile. Inesauribile.

Milanetto: 6. E' meno lucido di altre volte, ma il lavoro che svolge è incredibile. Non solo recupera e imposta, ma è anche il primo ad andare a pressare i difensori avversari. Essenziale. Dal 25' s.t. Juric: sv.

Zapater: 7,5. Decisamente il migliore in campo. L'assist per Palacio è un capolavoro di precisione e tecnica. Ogni tanto gigioneggia con la palla tra i piedi, ma la sua partita è di assoluta qualità. Ha ripreso le sembianze del Toro di Saragozza!

Criscito: 6. Dopo una serie di prove opache, fornisce un buon rendimento. Parte come esterno di centrocampo, per finire sulla linea di difesa. Deliziosi alcuni suoi cross che seminano il panico in area bergamasca.

Mesto: 6. E' più ordinato rispetto ad altre partite, corre e mette sempre la testa nei duelli aerei. Che perde sempre con puntuale regolarità. Ma è l'intenzione che conta...

Crespo: 6,5. Valdanito torna a colpire. Chiamato dal primo minuto, non delude. Tanta corsa, qualche appoggio sbagliato, ma quando c'è da timbrare lui è puntale. Come al solito. In una parola: campione. Dal 25 st Suazo: 6. Si mangia due goal a tu per tu con il portiere, ma ha il merito di essersi costruito le azioni con la sua velocità. Sufficiente.

Palacio: 7. Che goal! Lanciato nello spazio, guarda il portiere in uscita e lo scavalca con un delizioso pallonetto. Ma la sua partita non è solo questo: tanta tecnica, tanti dribling e una classe cristallina che da sola vale il prezzo del biglietto. Nella ripresa va quasi subito in debito di ossigeno. Deve dare continuità alle sue prestazioni anche in trasferta. Dal 32 st Sculli: sv.

Read more...

domenica 17 gennaio 2010

La musica non cambia



Un'altra trasferta, ancora una sconfitta e l'ennesimo pesante passivo. Gli errori della programmazione estiva, ormai, non sono più un mistero. Al di là degli infortuni, la rosa attuale è decisamente inferiore rispetto a quella dello scorso anno. Depauperato dei pezzi migliori, il Genoa ha adesso come unico obiettivo quello di onorare fino in fondo un campionato che, ormai, è diventato di pura transizione. Qualche soddisfazione è ancora a portata di mano, ma è opportuno ribadire che questo gruppo può ambire esclusivamente ad un torneo di metà classifica. I nuovi acquisti avranno bisogno di tempo per imparare i meccanismi della squadra e già mercoledì si torna in campo. Il tempo stringe e il Genoa visto all'Olimpico contro la Roma è stato disarmante. Un po' di amarezza dopo le recenti imprese, è più che legittima. Sarebbe stato bello ripetersi...

Amelia: 7. Dopo 2 minuti, Perrotta gli scalda i guanti con una bomba ravvicinata. E' decisivo anche sulle conclusioni di Riise e Toni. Assolutamente incolpevole in occasione delle tre marcature giallorosse.

Biava: 5,5. La sua gara non è malvagia. Gioca spesso sull'anticipo: qualche volta gli riesce, altre volte no. In virtù di tale atteggiamento, ricorre spesso a falli sistematici sulla trequarti. Ha bisogno di un direttore di orchestra che lo guidi, quando è chiamato a prendere l'iniziativa crea squilibri in tutto il reparto.

Dainelli: 5. Il suo esordio non è particolarmente felice. Ha però l'attenuante di essere appena arrivato. In settimana aveva dichiarato di sapere come fermare Toni: l'ex attaccante del Bayern fa doppietta e gli scappa clamorosamente in un paio di occasioni. Assieme a Biava lascia un buco incredibile in occasione del 2-0.

Bocchetti: 5. Non si vede quasi mai, e quando ci si accorge di lui è per un errore. Dalla linea difensiva persevera in inutili lanci lunghi che si spengono tristemente nella metà campo romanista. Assieme a Criscito perfeziona l'operazione Toni-rilancio. Lippi ringrazia, ma i genoani no.

Rossi: 6. Tutti i tifosi hanno un debito di riconoscenza nei confronti del capitano. Per questo motivo il suo voto raggiunge la sufficienza, nonostante la prova non sia tra le migliori. Ci mette sempre la faccia e mai si tira indietro. Prova a coprire le falle di una difesa che fa acqua da tutte le parti. Ci riesce solo a tratti.

Milanetto: 5. La stella non brilla, il cigno non apre le ali. Poca corsa e tanti palloni sbagliati. Dovrebbe essere più protetto dai compagni di reparto, invece, con il fianco scoperto alle bordate di Brighi e Perrotta, va spesso in apnea. La manovra del Genoa collassa e le azioni da goal sono davvero poche.

Juric: 4. Non è mai in partita, sbaglia anche gli appoggi più elementari ed è a corto di condizione. I due infortuni ravvicinati lo hanno fiaccato. Perchè non provare Zapater?

Criscito: 5. Se è chiamato a far gioco in avanti, Mimmo è devastante. Quando deve difendere, invece, è letale in senso opposto. Sul 3-0 non ci sono scusanti: la palla lenta di Vucinic era intercettabile. Finisce invece sulla testa di Toni e sono di nuovo tre. Assurdo.

Mesto: 4. Non è in grado di fermare un pallone che sia uno. Parte palla al piede e finisce oltre il fallo laterale; gli arriva un passaggio e lo stoppa a 4 metri di distanza; gli avversari ringraziano e lui guarda incredulo l'arbitro. Resta un arcano il modo in cui si sia divorato il goal del possibile pareggio: a porta vuota, si improvvisa driblomane e spara sulle gambe avversarie. Mah...
dal 26 s.t. Tomovic: sv.

Suazo: 5. La bontà del giocatore è fuori discussione, ma forse le emergenze del Genoa erano in altri reparti. L'honduregno è devastante se lanciato negli spazi, ma se è chiamato a far pressing sui difensori avversari è irritante. Si muove solo se servito, così non va...dal 19' st Crespo: sv. E' un campione e merita maggior considerazione. Farlo entrare sul 3-0 non è stato un bel gesto. Forza Hernan.

Sculli: s.v. Speriamo che il suo infortunio non sia grave. Dal 30 pt Fatic: 4. La colpa non è del ragazzo, ma nella tempistica e nella modalità del suo impiego. Con Sculli out, il sostituto più indicato, nonostante le innumerevoli defezioni, era Tomovic. Ad inizio stagione era considerato l'alternativa a Juric, finora è stato impiegato solo sulla fascia. I risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Read more...

domenica 10 gennaio 2010

Vittoria di testa



Dopo la scoppola di Milano, il Genoa reagisce battendo il Catania per 2-0. Ma il risultato non tragga in inganno: fino al 28', minuto dell'espulsione di Bellusci, i siciliani hanno coperto bene il campo, mettendo spesso in difficoltà la non imperforabile retroguardia genoana. In superiorità numerica il Genoa ha saputo imporre il proprio gioco, trovando per due volte la via del goal e creando diverse occasioni per incrementare il vantaggio. E ora via di pagelle, sperando che la sessione invernale di calcio-mercato porti in dono un buon centrocampista e un valido centrale difensivo...

Amelia: sv. E' inoperoso per gran parte della partita, fa però piacere ritrovarlo in mezzo ai pali dopo il giallo di fine 2009. Con i piedi è la solita garanzia...

Papastathopoulos: 7,5. Dalle sue parti non si passa: è più solido delle mura di Bisanzio! E non c'è Attila che gli faccia paura! Cavaliere dalla scintillante armatura rossoblù fa anche tremare le linee di difesa avversarie. Indomito.

Biava: 6.5. Contro il Milan era stato l'uomo in più per i rossoneri, questa volta invece è più ordinato. Nel primo tempo va fuori giri tentando di giocare in anticipo su Martinez, quando capisce che può far valere la sua stazza le cose migliorano.

Bocchetti: 6.5. Buona partita. Assieme a Biava erige una discreta linea difensiva. Da promuovere.

Mesto: 6. Il voto è la media tra i disastri che compie sulla linea difensiva e i numeri che, invece, dimostra di avere sul fronte offensivo. Sblocca il risultato e mette sulla testa di Sculli la palla del raddoppio. Umorale. Dal 33' s.t. Crespo: sv.

Milanetto: 7. E' il suo miglior campionato in rossoblù. Continua a dare costanza alle sue prestazioni, prende per mano la squadra e sfiora la rete per un niente. Supremo.

Juric: 5. Il croato sta attraversando un periodo di appannamento. Sbaglia una marea di appoggi, spesso fa ripartire la manovra catanese e l'intensità del suo pressing non è quella dei giorni migliori. Dalla sua ha l'usuale grinta. Forza pirata!

Criscito: 7. Altra prova di maturità. Dai suoi piedi parte il cross per il vantaggio di Mesto, ma è sulle barricate per tutta la partita. Torna in difesa per aiutare i compagni e si propone con costanza anche in attacco. Epico un suo coast ti coast nel secondo tempo. Nazionale.

Palacio: 5,5. Si fa male ad inizio partita. Stringe i denti fino al 42', ma la sua prova è fortemente condizionate dall'infortunio. Dal 42' s.t. Zapater 6,5. Ecco il giocatore che avevamo ammirato ad inizio stagione: grintoso, presente e intuitivo. Recupera tanti palloni e li distribuisce anche bene. Recuperato.

Suazo: 6. L'honduregno è sicuramente un grande acquisto, ma deve ancora inserirsi nel gioco di Gasperini. Da un suo guizzo nasce l'espulsione che cambia la partita, ma è troppo statico sulla linea della difesa avversaria. Talvolta sfiora l'indolenza per l'indifferenza con cui assiste alla manovra dei compagni. Patetica la simulazione. Dal 38' s.t Tomovic: sv.

Sculli: 6,5. Parte male, sbagliando diversi cross. Cresce alla distanza e corona la sua prestazione con un goal da centravanti puro. Grandiosa la sua esultanza: in piedi per quasi un minuto sui cartelloni pubblicitari ad ascoltare l'urlo della gradinata.

Read more...

domenica 13 dicembre 2009

Beneficenza Genoa...



Dopo Chievo, Cagliari e Livorno, l'esercito delle salvezza rossoblù rilancia anche la Lazio. Prosegue la beneficenza del Genoa che, contro squadre in piena crisi, sfodera spesso prestazioni sottotono, concedendo così ossigeno agli agonizzanti attacchi avversari. Se a questo si aggiungono alcuni azzardi nella formazione iniziale, errori arbitrali e anche un pizzico di sfortuna, la formula della sconfitta è presto svelata. Ma bando alle recriminazioni, la Lazio ha meritato. E anche il giudizio sul Genoa non può essere severo oltremodo: l'andamento altalenante è frutto di una chiara carenza di organico a centrocampo e in difesa. Il Grifo è in grado di alternare prestazioni bellissime a partire inguardabili nell'arco di soli 7 giorni. Una sorta di Giano bifronte che fa comunque sperare in previsione della decisiva sfida in Europa League contro il Valencia.

Scarpi: 6. Promosso ormai titolare al posto di Amelia, in occasione del goal di Kolarov si adagia sul manto erboso dell'Olimpico come nelle tradizionali uscite a Pasquetta! Le sue responsabilità sono comunque limitate.

Biava: 5. Picchia come un mastro ferraio. Si becca un'ammonizione ingiusta, ma spesso è fuori tempo sulle palle profonde. A Genova lo definirebbero così: sgaibou!

Moretti: 4. Di-sa-stro-so. In anticipo su Kolarov, decide inspiegabilmente di disinteressarsi del pallone per ingaggiare un duello fisico con il serbo. Lo perde puntualmente e il giocatore laziale punisce Scarpi con un preciso diagonale. L'attenuante di giocare fuori ruolo da inizio stagione, in questo frangente, non regge.

Bocchetti: 4.5. Prosegue nel suo processo involutivo. Quale sarà il prossimo stato di Sasà? Quello visto a Roma, lo inchioda alle sue responsabilità. Entrate fuori tempo, palle perse, imprecisione nei rilanci...etc, etc. In occasione dell'espulsione si fa tagliare fuori da Rocchi, lo affossa lucidando la capa pelata del trentaduenne attacante laziale e lascia il Genoa in 10. No comment.

Rossi: 5.5. Anche il capitano incappa in una giornata poco positiva. Sbaglia diversi appoggi e non è incisivo come al solito. Confusionario.

Milanetto: 6. Finchè rimane in campo, come al solito, è il fosforo della manovra genoana. Il tempo di prendersi un ammonizione, un bel lancio per Rossi e tanto, anzi tantissimo, ordine. Indispensabile. Zapater: 5. Gioca una partita totalmente anonima, non si nota né in bene né in male. Forse è a Genova per seguire il progetto Erasmus! Ectoplasma.

Juric: 5. A centrocampo fa un casino incredibile. Rallenta la manovra, non ne recupera mezza e da un suo calcio d'angolo mal battuto parte l'azione che porterà al vantaggio biancoceleste. Prende un palo.

Criscito: 6. E' tra i pochi che si salva. Per aiutare la difesa limita le sue sfuriate offensive. Ogni tanto fa qualche sbavatura, ma è il più ordinato tra i suoi.

Mesto: 4. La specialità di giornata è lo stop ad inseguire: gli avversari prendono la palla in anticipo e lui rimane con un pugno di mosche! Quando ha campo libero va a cercare gli avversari, quando dovrebbe andare sul fondo non lo fa. Lo sa che gioca nel Genoa? L'unica cosa giusta la fa a metà primo tempo: la palla gli sbatte addosso. 1' s.t. Palacio: 6. Entra nella ripresa e non fa rimpiangere Mesto. Ma ci voleva davvero poco. Prova a tenere in allerta la difesa laziale, ma prende un sacco di calci.

Sculli: 5. Gasperini continua a proporlo come punta centrale, ma non sempre è derby! Il sultano corre e si impegna, ma forse, in certe partite, ci vorrebbe più peso là davanti.

Palladino: 5. Era in campo? Boh...dal 23' s.t. Sokratis: 6. Con il Genoa in 10, copre bene e si propone in avanti. Teniamocelo stretto.

Read more...

domenica 6 dicembre 2009

Il Genoa spreca, il Parma no




Dopo la sbornia del derby, il Genoa pareggia contro il Parma. Ma è giusto sottolineare che quello contro i ducali è un buon punto: dopo essere passato in vantaggio e aver sfiorato più volte il colpo del ko, il Genoa si è fatto raggiungere e sorpassare dai guizzi di Biabiany. Il goal di Palladino, infine, ha ristabilito la parità iniziale. Nonostante i troppi errori sotto porta, la squadra di Gasperini ha disputato una buona partita, pagando forse a caro prezzo alcune delle distrazioni che spesso si concede. Tante emozioni e tanti goal: lo spettacolo è sempre di casa al Ferraris. Forse troppo!

Scarpi: 6. Gasperini lo premia per la sua professionalità e lo promuove titolare. Ogni volta che viene chiamato in causa, il buon Alessio risponde presente. E pazienza se sul pareggio di Biabiany la palla gli passa sotto le gambe. Intramontabile.

Rossi: 7. Altra prova maiuscola. Senza Biava e Sokratis è costretto a giocare più arretrato. Dopo lo svantaggio è lui a tenere su la baracca là dietro. Non solo, ha addirittura la forza di proporsi in avanti. Continuo.

Moretti: 5,5. In occasione del pareggio parmense si addormenta assieme a Bocchetti: a Biabiany non pare vero e si invola solitario verso Scarpi. Anche se il centrale non è il suo ruolo, certi errori vanno evitati. Meno preciso che nelle precedenti partite è sembrato svagato e distratto. Che sia già in clima Valencia?

Bocchetti: 5. Se le partite di campionato fossero tutte dei derby, Sasà sarebbe il miglior terzino d'Europa. Purtroppo la stracittadina ricorre solo 2 volte a torneo e, dopo la bella prestazione di una settimana fa, contro il Parma fa qualche passo indietro. In occasione del pareggio sbaglia ad accorciare e rimane tagliato fuori. Spesso si incarta sul pallone, rallenta la manovra difensiva e lancia a sproposito palloni verso l'attacco. Legoland.

Criscito: 6. Il goal del vantaggio parmense è, in parte, sua responsabilità: sul cucchiaio di Galloppa si fa trovare totalmente sorpreso. Lanzafame ha la possibilità di stoppare indisturbato e di servire Biabiany in mezzo all'area. Per il resto, normale amministrazione.

Mesto: 5. Si fa notare solo quando perde palla. Per il resto è come se in campo non ci fosse. Ogni altro commento è superfluo. Dal 34 s.t Tomovic: sv. Anche se gioca 10 minuti, si fa apprezzare per alcune buone discese sulla fascia destra. In una di queste Lucarelli tocca di mano in area, ma Brighi sorvola non fischiando il penalty.

Milanetto: 7. Ripete la bella prestazione del derby: tanto gioco e altrettanta precisione. Come sette giorni fa sarebbe anche autore di un goal, ma la terna arbitrale annulla per fuorigioco inesistente. Gigante.

Juric: 5.5. Di fronte a giovani come Dzemaili e Galloppa si trova in difficoltà. Spesso corre a vuoto e in fase di possesso è poco lucido. Troppo falloso in situazioni che non lo richiederebbero. Ammonito.

Palacio: 7. Gioca solo un tempo, ma che gioia vedere la Joya! Il suo primo goal in serie A è un capolavoro di corsa, tempismo e tecnica. Al povero Lucarelli non resta che lasciarlo andare verso Mirante e gonfiare la rete. Purtroppo non ha nelle gambe i 90' minuti e senza di lui il Grifone è troppo prevedibile. Talento sopraffino. Dal 1 s.t Floccari: 6. Si impegna su ogni pallone e sportella con Panucci e Paci. Si sacrifica tantissimo e non è determinante solo perchè non gli arriva un solo pallone giocabile. Merita fiducia.

Sculli: 6. Gasperini lo ripropone come punta centrale, ma i risultati sono meno soddisfacenti rispetto al derby. Come al solito non si risparmia e corre come un forsennato su ogni rimbalzo. Nel secondo tempo passa sulla fascia e si divora il goal del possibile vantaggio. Duracell. Dal 40' st Crespo: sv.

Palladino: 7. Nonostante si divori due palle goal clamorose e, nonostante abbia peccato di egoismo in almeno una di queste circostanze, Palla è il giocatore che nel momento più difficile della partita si è caricato sulle spalle il peso dell'attacco. Il goal del pareggio è un colpo di biliardo, potente e preciso, che non lascia scampo a Mirante. Imprevedibile.

Read more...

domenica 29 novembre 2009

E son di nuovo 3...



Va al Genoa il 101esimo derby della Lanterna. E con pieno merito. 3 reti a zero, 2 pali e una mezza dozzina di azioni da goal sono il tabellino di una partita che, in campo, non ha avuto davvero storia. Troppa la fame del Grifone, troppo poca la resistenza opposta dalla Samp. La mossa a sorpresa di Gasperini è stata quella di non presentare alcun centravanti di ruolo nel tridente di attacco, un azzardo che ha fatto saltare i meccanismi della difesa blucerchiata, sempre in affanno su Sculli, Palacio e Palladino. Dall'altra parte, invece, solo Cassano ha tentato di illuminare il buio siderale della squadra di Del Neri, ma il barese ha alzato bandiera bianca già alla fine del primo tempo. A conti fatti, anche senza i fuoriclasse che hanno caratterizzato le due precedenti edizioni del derby, il Genoa ha dimostrato di essere una squadra più compatta della Samp, ma, soprattutto, di poter contare su un miglior gioco di squadra, scevro dalla buona verve dei singoli.
E via con il pagellone...

Amelia: s.v. Mai chiamato veramente in causa, vive praticamente da spettatore il suo primo derby della Lanterna. Inoperoso.

Biava: 5. E' autore di un primo tempo preciso e senza sbavature, marca Cassano a uomo e spesso lo ferma anche con le cattive. Non si riesce a capire cosa gli sia frullato in testa in occasione della seconda ammonizione: un fallo di mano assurdo e inutile che avrebbe potuto compromettere la partita. Ingenuo.

Moretti: 6,5. Questa volta dirige la difesa davvero bene, detta i tempi al reparto e giganteggia sulle palle alte, senza mai fare entrate brusche. Esperienza.

Bocchetti: 7. Finalmente ritorna il giocatore dello scorso anno. Gioca sull'anticipo e quasi sempre ferma Pazzini, davvero mai pericoloso dalle parti di Amelia. Ogni tanto sbaglia ancora qualche appoggio ma, nel complesso, offre davvero una prova convincente. Il ritorno di Sasà!

Rossi: 7. L'unico e inimitabile! Cuore, corsa, assist e goal: il raddoppio è il giusto premio per il capitano. Determinante.

Milanetto: 7,5. Vogliamo un parlare di Omar. Bene, facciamolo. E' semplicemente il demiurgo del gioco rossoblu: segna il goal del vantaggio, imbecca Rossi in occasione del raddoppio e per un soffio sfiora la doppietta con un colpo liftato. Copre, pressa e vince il duello a distanza con Palombo. E' sicuramente l'uomo derby, sempre in polemica con gli avversari e spesso anche con l'arbitro. Factotum.

Juric: 7. Il ritorno del croato rende più tangibile quanto fosse pesante la sua assenza. A centrocampo morde come un pittbull e recupera un sacco di palloni che cede diligentemente a Milanetto. Il suo è un lavoro sorco, ma lui è un vecchio bucaniere. Guerriero.

Criscito: 6,5. Ultimamente, per puntellare il reparto arretrato, Gasperini lo fa giocare maggiormente in copertura. Il buon Mimmo, infatti, limita le sortite offensive giocando da quarto di difesa. Ma quando si affaccia nella metà campo blucerchiata sono dolori. Anche lui prende amorevolmente in custodia Cassano. Diligente.

Palacio: 7. La trenza è nettamente in crescita. In soli 45' mette in mostra tutto il suo repertorio: corsa, dribbling, stop e assist. Peccato per l'espulsione di Biava che costringe Gasperini a richiamarlo in panchina. Letale. 46' p.t Sokratis: 6.5. Entra in un momento delicato. In alcune situazioni è un po' approssimativo su Cassano, ma sa proporsi anche in avanti. E con effetti atomici sulla difesa doriana: un goal sfiorato e un rigore procurato. Assieme a Palacio, popola gli incubi del povero Reto Ziegler.

Sculli: 6.5. Mezzo voto in meno per l'egoismo dimostrato nel primo tempo. Solo davanti a Castellazzi, preferisce tirare invece che servire Palladino. Poi mente spudoratamente rivelando di non averlo visto. Conoscendo Beppe, non ci crede nessuno. In lite con Cassano, cercava il goal personale: ma se fosse stato più lucido la partita si sarebbe potuta chiudere già metà del primo tempo. Per il resto, baciamo le mani al sultano della Locride. Inesauribile. Dal 26' s.t Floccari: sv.

Palladino: 7. Ennesima grande prestazione, sembra un giocatore d'altri tempi. Cerca la giocata anche quando non è necessaria e solo per lo spettacolo. Nel primo tempo gioca sulla fascia e fa ammattire Cacciatore, nel secondo, invece, si carica sulle spalle il peso dell'attacco. Chiude la partita con un rigore preciso a fil di palo. La sua esultanza? Una goduria per i genoani, una giusta incazzatura, invece, per i doriani. Anarchico. Dal 35 st Crespo: sv.

Read more...

domenica 22 novembre 2009

Ancora 2 pere...

Il Genoa cade a Livorno e paga gli errori di una programmazione estiva quanto meno discutibile. La partita del Picchi ha messo in luce tutti i limiti di una squadra che, almeno fino a gennaio, vivrà di continui alti e bassi. La difesa, oltre a viaggiare al ritmo di 2 goal subiti a partita, non è propositiva come nel gioco spettacolare della scorsa stagione, il centrocampo è totalmente passivo, mentre l'attacco è troppo statico. Nelle domeniche di grazia questi difetti si attenuano, ma, non appena manca qualche pseudo-titolare come Milanetto, le lacune diventano voragini incolmabili. E' con questo spirito che ci si avvicina al derby, con la consapevolezza che tutto può succedere...

Amelia: 6. Incolpevole sul goal di Lucarelli, sembra però raccogliere fragoline di bosco in occasione del raddoppio di Pulzetti. E' decisivo ad inizio ripresa sul tapin ravvicinato di Diniz.

Biava: 5. Troppo falloso. Assieme a Moretti fa una coppia da brivido! E di fronte c'era il peggior attacco di serie A. Siamo tranquilli...

Moretti: 5. Nel commentare le sue gare non riesco ad essere severo più di tanto: gioca fuori ruolo da inizio stagione!! E in occasione del goal di Lucarelli si vede! La domanda è invece un'altra: chi ha pensato che il povero Emiliano potesse sostituire Ferrari? Bah...

Bocchetti: 4. Disastroso. In occasione del primo vantaggio livornese azzarda un anticipo che paga a caro prezzo: Candreva lo salta come un birillo e serve l'assist dell'1 a 0. Da quando è stato convocato da Lippi è involuto tantissimo, rallenta la manovra e rischia pure di provocare un rigore su Lucarelli. Dov'è finito il giocatore dell'anno scorso!?

Modesto: sv. Gioca solo 26' del primo tempo e poi viene sostituito: anche il Gasp, in questa occasione, dimostra di essere fallibile. Dal 26' p.t Sculli: 5.5. Il buon Beppe è in un momento di calo. Si fa notare per i duelli con Filippini e per un'apertura al bacio che Palacio spreca malamente. Speriamo si tenga per il derby!

Rossi: 5,5. La sua partita sarebbe da sufficienza, ma il goal di Pulzetti è colpa sua: sul cross di Moro chiude verso il centro, lasciando il fianco scoperto. Per il resto che cosa dovrei dire? Gioca con il cuore in mano...

Zapater: 6. Non è ancora il giocatore ammirato ad inizio stagione, ma è in crescita. Sbaglia ancora un sacco di appoggi ma, ogni tanto, ha qualche illuminazione che innesca possibili azioni pericolose. In ripresa.

Criscito: 6. Si impegna, ma nel solito naufragio difensivo domenicale, anche lui ha la sua parte di responsabilità. Meglio in fase di attacco, che di difesa. Goaledor...ed è tutto detto!

Mesto: 4,5. Non ne azzecca una. Anzi, simula pure in aria di rigore e si prende un ammonizione che gli farà saltare il derby. Sbaglia in difesa e perde palloni in attacco. Irriconoscibile.

Crespo: 5. I palloni giocabili, dalle sua parti, sono davvero pochi. E' costretto ad indietreggiare, ma spesso difende male il possesso palla. Dal 23' s.t Floccari: 6. Il buon Sergio gioca uno scampolo di partita ma sembra essere sulla via del recupero. Speriamo...

Palacio: 4. Spiace dargli un'insufficenza piena, ma spreca 2 nitide palle goal. Litiga con Gasperini che gli cambia continuamente posizione: una parziale attenuante. Dal 6' s.t. Palladino: 6,5. Il suo ingresso rianima il gioco comatoso del Grifo, vivacizza l'azione e dai sui piedi parte l'azione del pareggio. Prova a far vincere la partita, ma la retroguarda genoana decide che non è il caso: donchisciottesco!

Read more...

domenica 8 novembre 2009

Questione di mentalità



Cosa sia la mentalità resta un'arcano insondabile. Ma dovendone descrivere il significato in poche parole, la si potrebbe definire un misto di imprevedibilità, pazzia, coraggio, determinazione e paura. E' quindi sicuro che il Genoa, in questo momento, la possegga. Contro il Siena, infatti, prima seppelisce i toscani con tre reti, poi, in 5 minuti, riapre i giochi incassandone due. E a questo punto esce il quid, o se volete la follia della squadra: messa alla corde dall'ultima della classe, riesce infatti a trovare il goal del definitivo 4-2 e ad evitare pericolosi paradossi. Insomma, nel bene o nel male, con il Genoa non ci annoia mai. Questione di mentalità.
E via di pagelle...

Scarpi: 4. Già contro il Lille non si era coperto di gloria, ma contro il Siena ha dimostrato il motivo per cui Amelia sia titolare. In due occasioni decide di far morire qualche anziano tifoso rossoblù e nella ripresa completa il suo disegno beffardo incassando un goal da Prima Categoria. Spesso è fuori tempo nelle uscite e mette in ansia anche i compagni. Buona riserva.

Rossi: 6.5. Questo ragazzo o è un maratoneta, o possiede il dono dell'ubiquità. La prossima scommessa di Gasperini sarà di provarlo come portiere! Mezzo punto in meno rispetto al voto che si meriterebbe perchè, assieme a Papastathoupos, confeziona il goal che accende la speranza del Siena.

Esposito: 6. Come centrale non demerita. Ogni tanto ha ancora qualche amnesia, ma nel complesso offre una prestazione sufficente. Resta da capire se sia lui ad essere in crescita o se sia la qualità degli attaccanti avversari ad esaltare la sua prestazione. Enigma.

Moretti: 6. Gioca una partita senza infamia e senza lode. Copre bene su Big Mac e Ghezzal.

Criscito: 6. Il suo rientro è senz'altro positivo. Gioca un pò più arretrato rispetto al solito e dimostra di avere buona gamba nonostante lo stop. Ogni tanto si sovrappone in attacco, ma è soprattutto dietro che si sente il suo rientro. Diligente.

Mesto: 6.5. E' uno stato di forma incredibile! Tanta corsa e grinta, ma talvolta ha i piedi un pò ruvidi. Ma non gli si può rimproverare più di tanto: copre e attacca. Two face.

Milanetto: 8. Mastodonte. E' il principe illuminato del centrocampo, giganteggia in tutto il reparto. Crea, corre e recupera. Abbina il genio di Savicevic, alla corsa di Gattuso. In 2 parole? Arma Letale.

Modesto: 6,5. E bravo Ciccio. Dopo un lungo periodo negativo, iniziato col brutto infortunio dello scorso anno, sta ritrovando continuità. Anche per lui tanta corsa e grinta. Recuperato.

Palacio: 7. Mette lo zampino in quasi tutti i goal del Grifone. Abbina l'eleganza del cigno, alla velocità dell'antilope. Si guadagna anche un rigore, ma l'arbitro è troppo ammaliato dai suoi movimenti per fischiarlo. E' letteralmente indemoniato, ma la sua nobiltà ha tratti angelici. Di un altro pianeta. Dal 35' s.t. Floccari: 6.5. Gioca 10 minuti ma è determinante. Segna il goal del 4-2 e preserva le coronarie di molti supporters.

Crespo: 7. Buon sangue non mente. Valdanito timbra la prima doppietta in maglia genoana, dimostrando di essere ancora rapace in area di rigore: come solo i veri attaccanti sanno fare, si avventa come un falco su due palloni vaganti e la mette alle spalle di Curci. Bomber di razza. Dal 18' s.t. Sculli: 6. Per lui una giornata di ordinaria amministrazione, si esalta solo quando le partite sono davvero a rischio.

Palladino: 6,5. E' l'uomo che fa la differenza. Le sue prove eccellenti non passano in osservato: Lippi infatti, quasi per far dispetto a Cassano, lo chiama al suo posto in nazionale. Segna e suggerisce. Determinate. Dal 5' s.t. Papastathoupoulos: 4. Il suo impatto sulla gara è devastante. E' l'uomo in più, ma per il Siena. Pare spaesato e sempre in ritardo. Si fa saltare come un birillo da Paolucci e ammonire in maniera ingenua. La sua peggior prestazione stagionale.

Read more...

sabato 7 novembre 2009

Genoa - Losc: Beppe Sculli Re!

Il Vangelo secondo Roby

Miei cari Grifoni,
mamma mia che emozioni! Ho perso letteralmente la voce davanti alla tv! Dobbiamo veramente ringraziare il cuore, la tecnica e la freddezza di Beppe Sculli, che, come giustamente cantava Francesco è BEPPE SCULLI RE/BEPPE SCULLI RE!!

Sulla partita poco da dire: a parte un inizio difficile, poi abbiamo preso campo e giocato con qualità ed efficacia difensiva, concedendo praticamente nulla per 75' (un colpo di testa di Touré nella ripresa e basta: peraltro Tourè andava espulso per un intervento assassino su Moretti). Certo poi il black-out di dieci minuti è stato veramente duro e ha rischiato di compromettere una partita che fino a quel momento sembrava in ghiaccio. Ma vincere in questo mondo è stato veramente emozionantissimo.
Giudizi rapidi: benissimo Palladino; bene Palacio, Zapater, Biava, Modesto. Crespo non saprei raga...Si è mangiato due gol incredibili...
Ma tutti stanno dando veramente il cuore e l'anima per questa maglia e ci stiamo tirando su con organizzazione di gioco e qualità. Stiamo crescendo, stiamo crescendo...
Ora con 1+3 punti si passa matematicamente; mentre con 3+1 si rischia, paradossalmente, di rimanere fuori. Vedremo, comunque siamo sul pezzo e venderemo cara la pelle (occhio però allo Slavia, capace dallo 0-2 di fare 2-2 col Valencia giocando in 10 uomini).
Ora sotto col Siena, una partita fondamentale prima della sosta, decisiva anche per valorizzare la classifica e il punto preso a Palermo.

Read more...

sabato 31 ottobre 2009

Con la testa e con il cuore

Genoa - Fiorentina=2-1. Ecco le pagelle del Bomber Roby.

AMELIA: 7 attento su Montolivo per due volte, ottimo su Dainelli nella ripresa per la parata salva-risultato! E' un pò troppo incollato alla linea di porta, ma se tieni questi livelli, va bene lo stesso (tanto, abituati come eravamo a Rubinho).

SOKRATIS: 5 il ventre mollo della difesa, tutte le azioni della Viola, sianel 1° che nel 2°, sfondano di là. Svirgola vari palloni.

BIAVA: 6,5 sfortunato nella deviazione decisiva del gol (Amelia avrebbe parato la conclusione di Marchionni), si adatta a fare da centrale e svetta come può sui palloni alti: gladiatore!

BOCCHETTI: 6 graziato da Saccani nel primo tempo su Montolivo: un arbitro più fiscale avrebbe potuto dare rigore ed espulsione..per il resto limita bene gli avanti viola.

ROSSI: 6 rischia di combinare il patatrac dopo pochi minuti conquella palla lenta mal accompagnata sul fondo e rischiamo già il rigore..per il resto battaglia con una qualità alterna.

ZAPATER: 6 sbaglia tanti palloni ma è un pò in ripresa rispetto alle ultime uscite. Riesce a fasi alterne a fare filtro, ma è sempre lontano dal suo primo mese in rossoblù.

MILA: 7 grande! Sfodera la sua migliore prestazione dell'anno, gioca di sciabola e di fioretto con ottimi risultati in entrambe le fasi.

MODESTO: 6,5 ma che bella sorpresa! nel primo tempo è tra i migliori, scende bene sulla fascia supportando il Palla e arriva anche nella ripresa a scagliare un bolide verso Frey; è troppo importante recuperarlo.

MESTO: 7 miticoooooooooooooo!

SCULLI: 6,5 sfiora il gol di testa, poi la solita grinta e corsa; inventa l'assist per il Palla ma sul gol viola non copre permettendo a Pasqual di sfondare per l'assist vincente.

PALACIO: ? si inventa il bellissimo assist decisivo per Mesto ma tutte-e-dico-tutte le altre palle che tocca sono perse! Non ne azzecca una, il voto datelo voi.

CRESPO: 6 gioca molto di mestiere, cercando falli in maniera pretestuosa (quasi peggio di quella merda di Gilardino); si libera un apio di volte per il tiro ma ma i in condizioni facili; ad ogni modo si sacrifica nel finale facendo anche il terzino per coprire un'avanzata di Mesto...cuore!

PALLA: 7,5 concentra in sè il 90% della qualità della squadra e le giocate pericolose vengono quasi tutte dal suo piede. Sbagli aun mezzo gol sullo 0-0 ma quel colpo di tacco mi ha fatto rivivere Zanini in Genoa-empoli 3-2 di 5 anni fa..folle! Se lo sbaglia, 30.000 persone se lo sarebbero inchiappettato, ma visto il risultato lo portiamo in trionfo! decisivo!

ESPOSITO: s.v. e sono buono, fa un paio di cazzate niente male in pochi minuti che gioca (tipo concedere due angoli gratuiti).

Read more...

domenica 25 ottobre 2009

Sprofondo rosso-blu...

A Cagliari il Grifo incassa altri 3 goal e incrementa la propria media goal subiti: più di 2 a partita. In casa rossoblù questo è l'unico indice a segnare segno positivo. Si fa per dire! Se agli infortuni e alle prestazioni scadenti di questo periodo, aggiungiamo poi la pessima direzione dell'arbitro Gava, ecco il quadro completo dell'ennesima domenica da dimenticare. Verrebbe da pensare che il giocattolo si sia rotto, ma la partita con la Fiorentina è troppo vicina. E soprattutto troppo importante. Andiamo quindi di pagelle, nella speranza di riuscire a strappare almeno un pareggio alla viola.

Amelia: 6. Nell'ultima settimana ha dovuto raccogliere la palla in fondo al sacco ben 11 volte. Temendo un suo tracollo nervoso, la società gli ha messo a disposizione un motivatore: ha bisogno di riacquistare autostima! Anche perchè nel colabrodo che è la difesa rossoblù, spetta sempre a lui andarla a prendere in fondo alla rete. Destino bastardo quello del portiere...

Papastathopoulos 6. Gasperini spesso lo rimprovera, ma lui fa sempre la sua onesta partita. Non ha mai paura di mettere la gamba, anche se ogni tanto commette qualche ingenuità. Generoso.

Moretti 5. La sua più grande colpa è quella di assomigliare troppo a Biava. L'arbitro Gava casca nel tranello e lo ammonisce al posto del compagno. Risultato? L'ex giocatore del Valencia viene espulso, il Genoa rimane i 10 e il Cagliari pareggia. Al di là di questa sventura, la sua prestazione è incolore: continua ad essere impiegato fuori ruolo e il senso di insicurezza che ne deriva è palpabile in tutto il reparto. Trasformista.

Biava: 5. Si taglia i capelli per assomigliare maggiormente a Moretti. Spera di mettere in confusione gli attaccanti avversari, ma riesce però solo a confondere Gava! Lazzari, infatti, non si lascia fuorviare dal suo crine e, libero come uccel di bosco, scaraventa sotto i suoi occhi il goal della vittoria cagliaritana. Dormiente.

Bocchetti: 6. In tribuna c'è Angelo Di Livio, osservatore del ct Lippi. Il buon Salvatore parte sottotono, ma esce alla distanza. E' l'unico a salvarsi nella difesa.

Rossi: 6. Il capitano gioca come sempre la sua partita onesta. Grinta, abnegazione e tanta corsa.

Milanetto:5,5. A dire il vero è uno dei meno peggio, dà ordine alla manovra e prova ad impostare. Purtroppo i suoi ritmi di corsa non sono quelli degli altri giocatori in campo. Una cura di ricostituente gli avrebbe giovato nel liberare l'area in occasione del pareggio di Biondini!

Juric: sv. Dal 30' p.t. Zapater: 4. Il toro di Saragozza continua nella spirale involutiva. E' irriconoscibile. Sbaglia un sacco di palloni e in occasione del terzo goal gioca alle belle statuine assieme ad Esposito: con il pallone tra i piedi, Matri riesce da terra a servire Lazzari. I due campioni rimangono con un pugno di mosche. Adesciemmuse!

Palladino: 6. Ogni tanto prova ad illuminare il gioco genoano, ma ci vorrebbe una scarica da 320 volt per rianimare il Genoa. Assieme a Mesto è l'unico a creare davvero dei grattacapi alla difesa isolana. Dal 36 s.t. Esposito: 4. Gioca una decina di minuti, ma riesce ugualmente ad essere decisivo. In negativo. E' il compagno di merende di Zapater in occasione del definitivo vantaggio cagliaritano.

Floccari: 6. La sua prestazione non sarebbe da sufficenza, ma Sergio ha bisogno di essere incoraggiato. Dopo tutto fa il suo dovere: combatte e si fa trovare puntuale all'appuntamento con il goal. Certo, dovrebbe essere un pò più mobile sul fronte di attacco ed essere un punto di riferimento affidabile per il centrocampo. Deve migliorarsi. Dal 18' s.t Sculli: 5. Il buon Beppe non riesce ad incidere, anche perchè la partita, poco dopo il suo ingresso, si complica terribilmente.

Mesto: 6.5. Semplicemente il migliore dei suoi. Basta questo giudizio per descrivere la sua prova.

Read more...

domenica 18 ottobre 2009

Miglior in campo? La gradinata



"E il naufragar m'è dolce in questo mare", scriveva Leopardi. Ma per descrivere il vergognoso naufragio genoano contro l'Inter, preferisco non scomodare il grande poeta recanatese e limitarmi più laicamente a citare Carlo Lucarelli: "ma questa è un'altra storia".
Non c'è nulla di dolce, infatti, nel tracollo rossoblù, perdere con un passivo di cinque reti significa non solo perdere la partita, ma bensì la faccia. Spero, quindi, mi perdonerete se per questa volta non compilerò le pagelle: con i voti dei giocatori scesi in campo, del resto, si potrebbe giocare una schedina senza pareggi.

In 22 anni di onorata presenza in Gradinata Nord, non ho mai visto perdere la mia squadra per 5 a 0. Ho assistito alle umilianti vittorie di Cittadella, Castel di Sangro e Monza, ma non avevo mai collezionato un passivo così pesante. La rabbia, quindi, come ben si può evincere dalle mie parole, è molta. Parlare dei singoli non avrebbe senso, è più utile invece fare un discorso collettivo. In poche parole? Non c'è stata partita.
Il Genoa ha giocato 3 minuti, ma già al 5' era sotto di un auto-goal. Da quel momento è stato l'inizio di un calvario, a cui solo il triplice fischio di Morganti ha posto fine. Migliore in campo? Decisamente la tifoseria, che non ha mai smesso di cantare e sostenere la squadra anche quando il risultato era oramai compromesso. Tutto il resto si può vedere tranquillamente su YouTube.

E ora alcune valutazioni.
Per il secondo anno consecutivo, la dirigenza ha ritenuto opportuno vendere i pezzi migliori per reinvestire il ricavato sul mercato estivo. Non sempre, però, tutte le ciambelle escono con il buco. Sono stati acquistati molti giovani di prospettiva, ma nell'immediato la coperta è corta. Anche il mister, che fa quel che può, lo ha già dichiarato diverse volte. La squadra risente soprattutto della mancanza di un centrale difensivo e, non a caso, con 16 goal subiti in 8 partite, la retroguarda genoana è la più perforata della serie A (2 goal presi a partita).
Vuoi la sfortunata sequenza di infortuni, vuoi qualche errore progettuale, a metà campo il Genoa si trova a giocare con diversi interpreti del campionato di serie B. In attacco, invece, pur passando che Milito è insostituibile, la malasorte ha fatto sì che Floccari ritardasse la forma.

Il risultato è quindi una squadra dalle prestazioni altalenanti, che sa imporsi sulle formazioni medio-piccole, ma che cede il passo non appena l'avversario si fa più arduo. Il problema è identitario, soprattutto quando le competizioni da affrontare non sono più limitate esclusivamente al campionato. Ma questo non vuole essere assolutamente un alibi: giocare l'Europa è un onore. Spero che i fatti non mi facciano entrare nell'ottica, puramente italiota, di considerare la competizione continentale un'inutile dispendio di energie.
Dopo 17 anni di assenza dai palcoscenici internazionali sarebbe davvero imperdonabile...

Read more...

domenica 4 ottobre 2009

Genoa guastafeste!



Dopo 20 giorni, il Genoa torna finalmente alla vittoria. I 3 punti di Bologna sono un'autentica panacea, soprattutto per il morale della squadra, e per rinfrancare la convinzione di tutto l'ambiente dopo le recenti battute d'arresto. La trasferta emiliana non si presentava delle più agevoli, vuoi per la mezza dozzina di infortuni, vuoi per gli impegni ravvicinati e per un ambiente, quello bolognese, euforico in virtù del punto strappato alla Juve. Ottima, quindi, la prestazione del Grifo che rovina la festa al centenario Bologna. E ora mai più sosta fu più benedetta: adesso è il momento di rifiatare e di godersi questo buon risultato.
E andiamo di pagelle...

Amelia: 7. Che portiere! Basterebbe questo semplice commento per farsi un'idea della sua prestazione. E' chiamato in causa due volte e risponde presente: miracolosa la respinta su Zalayeta ad inizio ripresa. Da nazionale.

Esposito: 6. Prestazione sufficente. Deve acquistare fiducia e i minuti giocati sono l'unico modo per farlo. Il fisico da giannizzero lo aiuta sul gioco aereo, ma lo penalizza nell'uno contro uno. Ingenuo il placcaggio su Di Vaio che avrebbe potuto procurare l'ennessimo rigore. Deve entrare ancora negli schemi del mister. In crescita.

Bocchetti: 6,5. Dopo pochi minuti fa un liscio clamoroso che manda Zalayeta verso Amelia. Poi alla lunga esce fuori e gioca con puntualità. Dopo l'infortunio, il timore era quello di ritrovarlo un pò opaco, invece dimostra esperienza da vendere nonostante la giovane età. L'imminente convocazione in nazionale lo testimonia.

Moretti: 6,5. Che dire: si sta adattando in un ruolo non suo. Solo questo basterebbe per sottolineare il suo sacrificio. Ogni tanto, purtroppo, lascia troppo spazio a Di Vaio e la difesa traballa. Nel complesso, però, la sua prestazione è positiva. Professionista.

Mesto: 6. La sua partita finisce in anticipo: inspiegabile la decisione dell'arbitro Gervasoni in occasione della sua espulsione. Fino a quel momento la solita partita generosa: tanta corsa con qualche pallone perso di troppo.

Kharja: 7. Finalmente. A Siena spesso faceva la differenza e a Bologna si è rivisto il giocatore ammirato in questi anni. Qualità e quantità, unite a corsa e sacrificio. Realizza il rigore del vantaggio e salva un goal sull'accorrente Zalayeta. Fa girare palla con precisione e diventa il sultano del centrocampo. Recuperato.

Milanetto: 7. Il Mila è il Mila! Polemico ad oltranza, tanto che a volte pare di essere in un talk show televisivo. Ma è il cervello del centrocampo genoano. In una partita a ritmi bassi, riesce a dettare perfettamente i tempi della partita. Mette palle negli spazi e fa respirare. Delizioso.

Modesto: 6. Si vede poco, ma ha il grande merito di partecipare alla bellissima azione del raddoppio. Suggeritore.

Sculli: 6,5. Il sultano della Locride colpisce ancora! Non ci sono carati per stabilire la sua preziosità. Colpisce la facilità con cui stoppa palloni difficilissimi e la puntualità con cui si presenta sul secondo palo in occasione del raddoppio. Stoico. (Dal 25'st Tomovic: 6. In quale ruolo deve giocare questo ragazzo? Lasciamo a Gasperini la soluzione del rebus. Fino ad allora godiamoci lo slalom gigante del serbo in occasione del definitivo 1-3).

Floccari: 7. Nessun dubbio, questa volta, sulla sua prestazione. Mette lo zampino sia sul primo, che sul secondo goal. Accorcia come vuole il mister e finalmente tiene palla come ai tempi di Bergamo. Non segna, ma la sua è una partita di sacrificio per la squadra. Generoso. (Dal 17' st Zapater: 6. Stenta ad entrare in partita, ma ha il merito di spegnere le sofferenze genoane nel tempo di recupero. E sfiora addirittura la doppietta!).

Palladino: 7. Semplicemente il più importante recupero del Genoa! E' il giocatore in campo con più alto tasso tecnico. E si vede: dal suo tacco parte l'azione del raddoppio. Prende più botte che l'orso e non si lamenta. Spesso nasconde il pallone agli avversari, per farlo rivedere solo quando sventaglia dall'altra parte del campo. Illusionista. (Dal 5' st Palacio: 6. Ha la sfortuna di entrare solo due minuti prima dell'espulsione di Mesto. Saltano gli schemi e Rodrigo si trova a sostenere da solo il peso di tutto l'attacco. Corre e si impegna, ma non era la sua partita. Jellato).

Read more...

venerdì 2 ottobre 2009

Troppo forte il Valencia...


Valencia - Genoa, seconda giornata del gruppo B di Europa League. Il Grifo esce dallo Stadio Mestalla con una sconfitta tutto sommato onorevole. Una partita strana, in cui i rossoblù avrebbero potuto portare a casa almeno un pareggio ma che, onestamente, avrebbero potuto anche perdere con un pesante passivo. Alla fine il risultato è 3 a 2 per gli spagnoli, che hanno agguantato il vantaggio su calcio di rigore a pochi minuti dalla fine.
Ecco le pagelle.

Amelia: 7. Se il Genoa non esce da Valencia con le ossa rotte lo si deve in gran parte a lui. Decisivi due suoi interventi nel finale di partita su Villa e Silva. Provvidenziale.

Papastathopoulos: 5,5. Alterna ingenuità sconvolgenti ad iniziative assolutamente pregevoli. Un esempio? Ad inizio ripresa si dimentica del pallone e permette a Silva di battere tranquillamente a rete. Pochi minuti dopo, però, è autore di una bella veronica che costringe Mathieu al rigore. Emblematico.
Dal 30’ s.t. Milanetto: 6. Entra a fine partita per rinforzare il centrocampo, ma purtroppo due minuti dopo il suo ingresso il Valencia fa il terzo gol.

Moretti: 6. Torna nella sua Valencia con la fascia di capitano. Gioca da centrale, ma marca da esterno. E i risultati si vedono: a Silva e compagni sembrano un invito a nozze le autostrade che si aprono di fronte ad Amelia. Fuori ruolo.

Bocchetti: 6,5. Il migliore della difesa. Soprattutto all’inizio del primo tempo tiene su la baracca. Ottimi anticipi e palla in tribuna quando il caso lo richiedeva. Recuperato.

Tomovic: 4,5. Si fa notare solo per un cross a metà primo tempo. Poi ci si accorge di lui solo quando perde palla. È un capitale su cui la società ha investito e quindi va valorizzato. Per questo il voto è generoso di mezzo punto abbondante. Acerbo.
Dal 12’ s.t. Sculli: 6. È costretto a giocare da difensore e non può far salire la squadra come al suo solito. Al pari di Rossi è uno dei jolly su cui il Gasp può sempre contare. Polivalente.

Zapater: 6. È il Cavaliere oscuro del centrocampo genoano. Non è appariscente, ma il suo lavoro è di pura interdizione. Ogni tanto perde qualche pallone di troppo, ma là in mezzo è lui a portare la croce. Non si può pretendere che canti pure. Faticatore.

Karjha: 5,5. Il marocchino è ancora molto imballato. Non ha nelle gambe i ritmi della partita: ogni tanto si eclissa dal gioco e regala palloni in quantità. Ma subito dopo recupera palle preziose. Altalenante.

Modesto: 5. Un passo indietro rispetto alle precedenti apparizioni. Dovrebbe dare quella spinta che permette al gioco di Gasp il pieno sfruttamento delle fasce laterali. Invece perde palloni a mitraglia e gioca quasi sempre nella propria metà campo. Da rivedere.
Dal 14’ s.t. Esposito: 4. Spiace dargli un voto così severo, ma non si può fare altrimenti. Il cartellino giallo per il suo intervento da rigore su Villa la dice tutta: lo spagnolo stava scivolando lateralmente. Perché tentare la scivolata in quel modo? Un errore che costa caro a lui ma soprattutto al Genoa.

Mesto: 5,5. Corri Domenico, corri. E forse è questo il suo errore. Corre spesso a caso e quando riceve palla è poco lucido nel smistarla. Anche lui perde troppo palloni, impedendo alla manovra genoana di ripartire. Frenetico.

Floccari: 5. L’ex atalantino non ha ancora capito come funziona il gioco del Gasp. È troppo fermo sulla linea dei difensori avversari, ripega poco e non dà profondità alla manovra rossoblù. A suo merito, però, va attribuita la bella girata che porta in vantaggio il Genoa. Speriamo che il gol su azione gli sia da sprone.

Palladino: 6,5. Il Palla c’è. Non ha ancora la gamba dei momenti migliori, ma è l’unico che fa rifiatare la squadra quando la pressione del Valencia si fa a dir poco insopportabile. Tiene la palla, dribbla e rilancia l’azione. Recupero importante.

Read more...

domenica 27 settembre 2009

La calma è la virtù dei forti



E ora inizia il momento dei raffronti. L'anno scorso alla sesta di campionato il Genoa aveva collezionato 9 punti, quest'anno, invece, ne ha 10. Uno score migliore, soprattutto se si tiene conto anche della qualificazione in Europa League. Ma i mal di pancia di Gasperini e le due sconfitte in una settimana creano qualche perplessità nell'ambiente rossoblu. La qualificazione europea era assodata già a maggio, un anticipo tutto sommato sufficiente per allestire una squadra in grado di scendere in campo ogni tre giorni. Il Gasp, invece, ha fatto capire in più di una circostanza che questa è la squadra che gli hanno dato, non quella che voleva. E allora, ma forse è un'ansia eccessiva, viene da chiedersi se i malumori del mister siano messaggi alla società, una preoccupazione reale o una cautela per le future battute d'arresto. Sta di fatto che il Grifo nei prossimi 7 giorni verrà chiamato a due trasferte impegnative: Valencia e Bologna. E' quindi necessario serrare i ranghi per rifiatare poi durante la sosta.

La sconfitta di Udine, a differenza di quella di Verona, arriva dopo una prestazione accettabile. La squadra è sempre stata in partita, ha giocato, e con Crespo e Palacio ha sfiorato il goal in almeno due occasioni. Indubbiamente le sostituzioni forzate di Biava e Criscito hanno alterato i piani tecnici, ma il Grifo non ha mai dato la sensazione di soffrire troppo la squadra di Marino. Ogni tanto però la difesa sbanda e già nel primo tempo, infatti, Pepe si è trovato solo davanti ad Amelia. Nella ripresa si può reclamare per un rigore netto non concesso da Trefoloni, ma le recriminazioni stanno a zero. La retroguardia rossoblu, che con 10 goal subiti in sei partite viaggia con più di un goal subito a partita, cede solo nel finale di partita sotto i colpi di Di Natale e Pepe.

Peccato. Un punto ad Udine avrebbe mosso la classifica e permesso di preparare la prossima settimana con più serenità. Non è il caso di far drammi, ma soprattutto è opportuno guardare in casa propria e non crearsi assurde ansie. A mio avviso la squadra ha enormi margini di crescita: del resto anche lo scorso anno il Genoa patì un andamento irregolare ad inizio campionato. Ma poi tutti sappiamo come è andata a fine. La calma è una virtù dei forti...

Read more...

venerdì 25 settembre 2009

La Juve stoppata...


Dopo il brusco stop patito a Verona, il Grifo riparte dalla Vecchia Signora. A Marassi arriva la Juve di Ciro Ferrara, e sono subito scintille. Vuoi perché tra il Gasp e il ct bianconero non scorre buon sangue, vuoi perché le partite contro i Gobbi sono sempre particolari e soprattutto perché il Genoa dopo 5 minuti è già in svantaggio.
Bello il cross su cui Camoranesi fa velo al limite dell'area e botta di Iaquinta che si insacca alla destra di Amelia. La Nord è in sciopero per protestare contro la tessera del tifoso e la Juve nei primi 15 minuti rischia già di chiudere la partita, ma la misericordia di Amauri tiene il Grifo nel match.

L'inizio è traumatico, ma con il passare dei minuti il Genoa prende le misure alla Juventus. A centrocampo si sente comunque l'assenza di Juric, mentre al centro dell'attacco Floccari deve ancora riprendersi dal duplice infortunio muscolare. La manovra risulta così prevedibile e soprattutto troppo lenta. Eppure il Grifo sulla prima vera azione agguanta il pareggio: sulla sinistra Sculli lavora un buon pallone, salta Poulsen e sul cross a centro area Mesto sovrasta Grosso. Zuccata terrificante che Buffon guarda immobile entrare in rete.

La ripresa è un' autentica sofferenza. L'ingresso di Crespo dà più profondità alla manovra genoana, ma a metà campo Melo, Marchisio e Poulsen recuperano un sacco di palloni. Il Genoa spesso si chiude, ma non dà l'impressione di strizzare l'occhio al catenaccio. Gasperini capisce il momento di difficoltà e fa entrare Papastathopoulos e Karjha.
Sulle palle inattive i bianconeri sono devastanti come bombe al fosforo e sul tapin di Iaquinta è il guardalinee a salvare il Genoa. E così il Grifo dispiega la ali: in una delle rare sortite offensive arriva il sorpasso. Mesto, in veste superstar, crossa teso per Crespo e l'ex interista, tra Chiellini e Legrottaglie, gira di testa all'incrocio: un gol da attaccante puro che da solo vale il prezzo del biglietto.

Vincere così sarebbe stato il massimo, soprattutto se si tiene conto del secondo gol annullato a Chiellini: vedere i molti tifosi juventini con il gol strozzato in gola non ha prezzo. Comunque questa è un'altra storia. Infatti il pareggio arriva quasi allo scadere. Sulla punizione di Grosso la difesa rossoblù decide di marcare a zona, forse sarebbero stati più efficaci i blocchi, e Chiellini mette Trezeguet solo davanti alla linea di porta.
Finisce 2 a 2: un ottimo punto contro una delle pretendenti allo scudetto!

Read more...

domenica 20 settembre 2009

Torta di riso? Finita...



Il Genoa scende dalla giostra e misura al Bentegodi i suoi limiti. Dopo le ottime gare disputate in questo primo scampolo di campionato, la sconfitta patita a Verona fa davvero male, soprattutto per la qualità della prestazione offerta e per le enormi ingenuità che ne hanno da subito compromesso il risultato. Gasperson ricorre ad un robusto turn over: Rossi, Sculli e Crespo sono in panchina, mentre Zapater e Moretti addirittura a Pegli. Il risultato, però, non è paragonabile al primo esperimento di Bergamo: dopo una manciata di minuti, infatti, Biava prende a braccetto lo statuario Bogdani, l'attaccante albanese si lascia cadere come fosse di marzapane e Rocchi non può far altro che fischiare il penalty. Rigore generoso, ma giusto, che Marcolini spedisce alle spalle di Amelia.

Che non fosse giornata lo si è immediatamente intuito. Il centrocampo genoano è parso da subito un cocktail di pesantezza e cazzate: Kahrja e Milanetto si occupavano di rallentare la manovra, mentre Fatic e Tomovic di far recuperare pallone agli avversari! L'esercito della salvezza rossoblù perfeziona l'operazione recupero-Chievo dopo appena 6' di gioco: la premiata ditta Fatic-Papastathoupolos-Amelia, infatti, regala a Bogdani la palla del 2-0 con un'incomprensione degna del miglior teatro dell'assurdo!
Ci sarebbe tutto il tempo per ribaltare, ma il gioco del Grifo è a dir poco stitico. Palacio è l'unico a dare un pò di ordine alla manovra, ma Tomovic non è dello stesso avviso. Sul fronte di attacco Floccari non accorcia, mentre sulla sinistra Fatic si scarta da solo. Se a questo aggiungiamo il primato blucerchiato, sarà facile per ogni lettore immaginare lo stato di frustrazione con cui scrivo queste parole!

A riaccendere la speranza ci pensa nel secondo tempo Yepes, che non è un giocatore del Genoa, ma bensì un difensore del Chievo. Probabilmente confuso dal ritmo amatoriale di Milanetto & company, il colombiano crede di giocare una partita tra vecchie glorie e sul cross di Sculli si trasforma in alzatore: sul rigore ineccepibile fischiato dall'arbitro, Floccari trasforma e riapre la partita. Ma a spegnere nuovamente la flebile fiammella della speranza, arriva inesorabile il 3 a 1: lungo lancio di Bentivoglio, sponda di Granoche e Pellisier chiude la partita. Ma il copione, che qualunque sceneggiatore avrebbe ritenuto concluso, concede al genoano un'ultimo travaso di bile: il rigore sbagliato da Floccari!

Il tono burlesco non tradisca la sostanza: il Genoa perde, ma poche recriminazioni: non si cancella di colpo quanto di buono fatto finora! La sconfitta brucia, ma non tutti i mali vengon per nuocere...

Read more...